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Le
cause di inquinamento del suolo sono in parte le stesse che interessano
l'aria (inquinanti atmosferici che ricadono sul terreno) e le acque
(fertilizzanti, antiparassitari, acque irrigue contaminate), in parte
specifiche, legate allo smaltimento dei rifiuti solidi (RS) e di fanghi
provenienti dagli impianti di depurazione delle acque. Gli effetti
più gravi dell'inquinamento del suolo sono legati, oltre che a fenomeni
di accumulo nelle catene alimentari (in particolare di antiparassitari
e di sostanze tossiche contenute nei fertilizzanti come impurezze,
quali arsenico, cadmio, piombo), alla perdita di fertilità e alla
predisposizione all'erosione accelerata con il grave rischio di desertificazione.
La grande espansione dei sistemi produttivi e di consumo durante gli
ultimi decenni ha determinato una crescita vertiginosa dei rifiuti
solidi derivanti dagli scarti di produzione e dalla sempre più
veloce sostituzione di bene da parte dei consumatori; si tratta di
materiali di natura assai varia, il cui abbandono incontrollato nell'ambiente
può causare effetti inquinanti. In base alla composizione e
all'origine specifica, possono essere distinti in una serie di categorie,
riconducibili comunque alle seguenti classi principali: "rifiuti
solidi urbani" (RSU); "rifiuti solidi industriali"
(RSI); "rifiuti solidi agricoli" (RSA). Pertanto risulta
necessario, per ogni categoria di rifiuti, fissare adeguati norme
e principi per la riduzione, il riciclaggio e lo smaltimento di quest'ultimi. |
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