"L'inquinamento del Suolo"

l'intervento dell'uomo ha sconvolto
in modo profondo
l'habitat naturale


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Le cause di inquinamento del suolo sono in parte le stesse che interessano l'aria (inquinanti atmosferici che ricadono sul terreno) e le acque (fertilizzanti, antiparassitari, acque irrigue contaminate), in parte specifiche, legate allo smaltimento dei rifiuti solidi (RS) e di fanghi provenienti dagli impianti di depurazione delle acque. Gli effetti più gravi dell'inquinamento del suolo sono legati, oltre che a fenomeni di accumulo nelle catene alimentari (in particolare di antiparassitari e di sostanze tossiche contenute nei fertilizzanti come impurezze, quali arsenico, cadmio, piombo), alla perdita di fertilità e alla predisposizione all'erosione accelerata con il grave rischio di desertificazione.
La grande espansione dei sistemi produttivi e di consumo durante gli ultimi decenni ha determinato una crescita vertiginosa dei rifiuti solidi derivanti dagli scarti di produzione e dalla sempre più veloce sostituzione di bene da parte dei consumatori; si tratta di materiali di natura assai varia, il cui abbandono incontrollato nell'ambiente può causare effetti inquinanti. In base alla composizione e all'origine specifica, possono essere distinti in una serie di categorie, riconducibili comunque alle seguenti classi principali: "rifiuti solidi urbani" (RSU); "rifiuti solidi industriali" (RSI); "rifiuti solidi agricoli" (RSA). Pertanto risulta necessario, per ogni categoria di rifiuti, fissare adeguati norme e principi per la riduzione, il riciclaggio e lo smaltimento di quest'ultimi.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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RIFIUTI SOLIDI PRODOTTI IN ITALIA
(media 1990-1993)
categoria
quntità/anno (t)
rifiuti solidi urbani
oltre 25 milioni
rifuti speciali
oltre 65 milioni
rifuti tossici e nocivi
oltre 3 milioni


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