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"Degradazione
dei materiali lapidei del patrimonio architettonico" |
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Con il termine "materiale lapideo"
vengono sempre intesi oltre che i marmi e le pietre propriamente detti, anche
gli stucchi, le malte, gli intonaci ed i prodotti ceramici impiegati in architettura
(laterizi e cotti). Invece per alterazione si intende una modificazione
del materiale che non implica necessariamente un peggioramento delle sue caratteristiche
sotto il profilo conservativo; mentre il termine degradazione implica
sempre un peggioramento.
Il degrado dei
materiali da costruzione
Le cause degenerative dei materiali da costruzione sono molteplici e di natura
alquanto diversa. Ogni edificio è continuamente sottoposto all'azione degli
agenti atmosferici che sono responsabili, per varie ragioni, di gran parte delle
seguenti patologie: l'acqua piovana che si infiltra nei meandri dei materiali
litici produce, in un clima caldo lo sgretolamento della roccia a causa dell'accrescimento
dei depositi salini dovuti all'evaporazione, in clima freddo il fenomeno del
crioclastismo, ovvero lo sgretolamento - causato dall'aumento del volume conseguente
al congelamento; la pioggia è, inoltre, il vettore preferito di molte sostanze
inquinanti sospese nell'atmosfera; il vento solleva piccole particelle solide
e le sbatte contro gli edifici ottenendo una discreta azione erosiva.
All'azione degli agenti atmosferici, delle piogge acide, delle sostanze inquinanti
si aggiungono gli effetti dell'umidità di risalita, i microbatteri, le muffe,
i licheni, le piante infestanti e i parassiti del legno.
Effetti delle piogge
acide sul patrimonio architettonico
In sospensione nell'aria si trovano diverse sostanze gassose che sono i prodotti
di incendi, di attività vulcaniche, della respirazione degli animali e delle
piante, della decomposizione di materie organiche. A partire dalla rivoluzione
industriale, a queste emissioni, per cause naturali, di ossidi di azoto, di
anidride carbonica e solforosa si sono aggiunte delle fortissime emissioni provenienti
dagli scarichi industriali, dalla combustione di carbone e di coke, dagli scarichi
degli automezzi e degli impianti di riscaldamento e da tutti i processi di trasformazione
dell'energia.
Il vapore acqueo presente nell'atmosfera si condensa a contatto con le particelle
solide in sospensione e l'acqua che si forma si combina con i gas inquinanti
dando origine a sostanze acide di diversa natura e aggressività.
La pioggia veicola questi acidi mettendoli a contatto con tutto quanto si trova
sulla crosta terrestre, con effetti disastrosi sull'ambiente e sul patrimonio
architettonico, sulla salute dell'uomo e sull'equilibrio degli ecosistemi. Riportiamo
di seguito, in forma schematica, una sintesi dei meccanismi di attacco e degli
effetti negativi che l'azione di queste sostanze esplicano su alcuni materiali
da costruzione:
Attacco dell'anidride carbonica ai materiali litici
L'anidride carbonica a contatto
con le minuscole goccioline d'acqua in sospensione nell'atmosfera forma l'acido
carbonico; gli ioni idrogeno e bicarbonato, che si formano alla scissione dell'acido,
trasformano il felspato (importante componente delle rocce ricco di potassio)
in argilla. I prodotti di questa reazione sono gli ioni potassio e la silice
che vengono facilmente disciolti dall'acqua. L'argilla viene poi erosa dell'azione
meccanica della successiva pioggia.
In simboli chimici:

L'anidride carbonica attacca anche
un altro importante componente delle rocce, il calcare, presente sia come componente
principale (nei marmi, nelle pietre calcaree) sia come legante (nelle arenarie).
Il calcare a contatto con l'acido carbonico libera lo ione calcio che va in
soluzione; il prodotto della reazione, il bicarbonato di calcio, è una sostanza
estremamente solubile.
Attacco dell'acido cloridrico ai materiali litici
L'acido cloridrico a contatto con il calcare, produce cloruro di calcio più
acido carbonico; il cloruro di calcio, essendo estremamente solubile, impoverisce
il contenuto di calcio della roccia.
Attacco dell'anidride solforica sui materiali litici
L'anidride solforosa presente
nell'aria si ossida diventando anidride solforica che a contatto con le goccioline
di acqua in sospensione nell'atmosfera dà acido solforico.
L'azione di questo acido viene accelerata notevolmente dall'effetto catalizzante
della polvere, delle scorie di carbone, di alcuni ossidi, nonché dalla presenza
di microrganismi che si annidano nelle croste inquinanti e nello smog cittadino.
Il calcare viene trasformato in solfato di calcio (gesso) che viene asportato
con facilità dall'acqua lasciando ampi crateri sulla superficie esterna della
roccia. Si innesca così un processo di erosione costante che consuma letteralmente
la pietra.
In simboli:
H
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