Tratto da "LA SICILIA" del 13 novembre 2002


Messina, Greenpeace contro l'inceneritore


di Paco Misale


MESSINA – Greenpeace sbarca a Messina e getta nel caos l'inceneritore di Pace. Preso di mira ieri mattina da una decina di ecologisti di diverse nazionalità (Panama, Olanda, Canada, Spagna, Israele), arrivati in città con la nave «Esperanza» proveniente dalla conferenza sudafricana di Joannesburg. Striscioni con slogan in italiano e in inglese sono stati esposti per dire no al sistema di incenerire i rifiuti che, secondo gli attivisti, sarebbe solo un modo per produrre altri rifiuti. L'appuntamento è alle 11 davanti alla «Esperanza», attraccata al porto. Ci sono i giornalisti, gli ambientaslisti e anche Silvia Perdichizzi, addetto stampa di Greenpeace che guida il gruppo verso il primo sopralluogo della giornata. Quello che porta, appunto, all'inceneritore di Pace, vera tappa del blitz antinquinamento. Alle 11,30 si è già sul posto, dove si trova anche Vittoria Polidori, responsabile della campagna antinquinamento, che spiega: «Con questa protesta vogliamo sollevare il problema della contaminazione collegata allo smaltimento irregolare dei rifiuti. Questo impianto, unico in Sicilia, potrebbe essere dannoso». Vengono prelevati due campioni di cenere (solide e volanti) da far analizzare in un laboratorio inglese. Nel frattempo giungono anche gli agenti della Digos, interrompono la manifestazione, identificano gli ecologisti e si parla di un possibile sequestro delle provette. Ma mezz'ora dopo mezzogiorno, una rappresentanza degli ambientalisti, guidata dalla Polidori, si presenta davanti al Comune per consegnare all'assessore all'Ambiente, Sutera, i campioni prelevati. Tutto questo mentre altri rappresentanti si incatenano ad alcuni bidoni di fronte alla sede della Provincia. Stamattina una conferenza stampa dal titolo «Governo contro natura», che si svolgerà sulla nave «Esperanza», affronterà i problemi relativi ai rifiuti e alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.

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